Storia dei pasticcini
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Curiosità

Come si riconoscono i pasticcini: guida golosa ai mignon

Presentarsi a casa di amici e parenti con un cabaret di pasticcini o portarli a casa per il pranzo della domenica o in occasione di qualche festa o ricorrenza, è sicuramente una scelta sempre molto apprezzata. Scartare il vassoio significa ritrovarsi davanti a un grande spettacolo di colori, forme e sapori che fanno venire tutti l’acquolina in bocca. Tra chi preferisce i pasticcini al cioccolato, cui quelli alle creme e, chi ancora, ama deliziarsi con paste nuove e inedite, i mignon mettono d’accordo tutti. Perché? Come nascono questi dolci e come riconoscere le diverse tipologie?

Origine e diffusione dei pasticcini: dagli arabi alla Francia passando per l’Italia

Quando si parla di pasticcini (o di mignon) si fa riferimento a un prodotto gastronomico generalmente di dimensioni contenute, composto da pasta frolla e latte sulle quali vengono inseriti gli altri ingredienti. Un dolce apparentemente molto semplice ma che ben si presta a tantissime versioni e soluzioni, anche quelle più ricche e raffinate.

Per individuare l’origine dei pasticcini bisogna tornare indietro di secoli e incontrare la cultura araba, particolarmente eccelsa nella preparazione di dolci. A seguito dell’occupazione della Sicilia (indicativamente i cinque secoli prima dell’anno 1000), gli Arabi portarono in Italia sia questo tesoro di conoscenze che una serie di prodotti e ingredienti, come i datteri e alcune creme, che furono alla base dell’origine della grande tradizione pasticcera siciliana. Questi sono infatti i prodromi che portarono all’ideazione e alla realizzazione di dolci celebri come i cannoli e la cassata, ma anche a perfezionare e diffondere l’uso di preparare e gustare i pasticcini.

Intorno al XIV secolo, contemporaneamente alla produzione industriale del biscotto da cucina (la cialda), in Francia avvenne un ulteriore salto di qualità che portò alla creazione di pasticcini ancora più elaborati che da quel momento presero anche il nome di mignon (che oltretutto è il nome con cui i re di Francia indicavano i propri preferiti).

La diffusione dei pasticcini

Sono diversi i fattori che hanno portato a decretare il successo di questi piccoli pasticci di dolci (pasticcini appunto). Innanzitutto, sarà banale dirlo ma non si può ignorarlo, la loro bontà. Anche chi non è particolarmente amante dei dolci può trovare un mignon di suo gradimento e condividere questo sfizioso momento di piacere. Anche per questo motivo i pasticcini sono utilizzati in diverse occasioni. Non solo, come pensiero da portare quando si va a trovare qualcuno o per celebrare una ricorrenza, ma anche per accompagnare un buon tè, una cioccolata calda o una tazza di caffè. Date poi le loro dimensioni contenute i pasticcini sono accessibili anche a coloro che sono a dieta; un piccolo strappo alla regola, infatti, non fa mai male e non c’è davvero nessuno che non ami regalarsi un’esplosione di gusto di questo tipo.

Come distinguere i pasticcini

No, i mignon non sono tutti uguali e non si differenziano tra loro, semplicemente, come quelli “alla frutta” e quelli “alla crema”. Le differenze sono più marcate e potremmo dire strutturali. innanzitutto possiamo distinguerli per il tipo di farcitura. I pasticcini, in questo caso noti come bignè, possono essere alla crema classica, ma anche alla crema pasticcera, quella chantilly, quella al limone o al caffè, ma anche ripieni di cioccolato.

A proposito di pasticcini alla frutta non possiamo non menzionare le crostatine e le barchette, che fanno parte dei capisaldi della pasticceria italiana. Così come i tartufi, i babà, i maritozzi e i cornetti che, seppur rigorosamente di dimensioni più piccole per rientrare nella categoria dei pasticcini, sono comunque un vero concentrato di sapori ed emozioni.

A proposito di dolci di dimensioni contenute meritano una nota a parte tutte quelle piccole creazioni artistiche (perché anche di questo si tratta) composte da torte in miniatura. È il caso dei celebri diplomatici, ma anche dei pasticcini alla sacher, le cassatine e le piccole cheesecake; c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Un’altra grande distinzione nelle diverse tipologie di pasticcini dipende dal tipo di pasta utilizzata, se quella sfoglia o quella frolla. In queste categorie rientrano le sfogliatelle, ma anche i ventaglietti, i cannoncini, le millefoglie e i cornetti.

L’apparenza inganna e i pasticcini ne sono un esempio: piccoli e compatti, ma non per questo meno ricchi e pieni di sapore e bontà.

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