Dolci di Carnevale in Abruzzo
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Dolci tradizionali, Curiosità

Carnevale in Abruzzo: dolci e tradizioni di questa festa

Il Carnevale in Abruzzo è una festa molto amata e sentita: ogni borgo ha le sue tradizioni, i suoi festeggiamenti tipici, le sue storie, le sue filastrocche. Anche se c’è qualcosa che accomuna tutta la regione: i dolci di carnevale abruzzesi!

Oggi ti raccontiamo come si festeggia il Carnevale in Abruzzo e, soprattutto, quali sono i dolci tipici da assaggiare assolutamente in questo festoso periodo dell’anno!

Come si festeggia il Carnevale in Abruzzo?

Come tutte le feste, anche il Carnevale in Abruzzo è legato all’identità agricola della nostra regione: l’Abruzzo infatti era una regione rurale, popolata da pastori e contadini che scandivano il passare del tempo e le feste con una serie di riti e usanze che avevano scopi e significati ben precisi.

Il Carnevale salutava il freddo e la rigidità dell’inverno e accoglieva il rinascere della primavera con una serie di festeggiamenti che duravano a lungo, in un periodo compreso tra Sant’Antonio (il 17 gennaio) e il Mercoledì delle Ceneri (che dà inizio alla Quaresima), e che raggiungevano il culmine nella settimana compresa tra il Giovedì Grasso e il Martedì Grasso.

Come accennavamo all’inizio, gli abruzzesi festeggiavano e festeggiano il Carnevale in tanti modi diversi, che cambiano di paese in paese. Alcuni borghi creano rappresentazioni teatrali di cui il protagonista è Re Carnevale, che viene processato e che denuncia tramite il suo testamento i peccati della comunità. In altri paesi Carnevale è l’occasione per presentare il primo figlio maschio alla comunità portandolo in trionfo, mentre alcune città organizzano il rogo di un fantoccio di cartapesta: un rituale che ha lo scopo di esorcizzare l’anno appena concluso e l’inverno che sta finendo e dare il benvenuto alla primavera nella speranza che sia abbondante.

Infine ci sono sfilate di carri allegorici, maschere, canti, balli e filastrocche, la più celebre delle quali è sicuramente quella di Gabriele D’Annunzio: avrai sicuramente sentito cantare “Carnevale vecchio e pazzo si è venduto il materasso”, con tutte le varianti paesane e dialettali della filastrocca!

Carnevale in Abruzzo: i dolci tipici

Una cosa però accomuna praticamente tutta la regione: i dolci tipici di Carnevale!

I dolci per eccellenza del Carnevale in Abruzzo sono 3: ecco quali sono e qual è la loro storia.

Le chiacchiere di Carnevale

Le chiacchiere sono un dolce di Carnevale che si prepara in modo molto simile praticamente in tutta Italia, anche se con qualche piccola differenza e soprattutto con tantissimi nomi diversi: frappe, bugie, cartellate, cioffe, cunchiell, cenci, crostoli, sfrappole…

La storia delle chiacchiere pare risalite addirittura all’epoca degli antichi romani che per festeggiare i Saturnali, che è la festa da cui deriva il nostro Carnevale, preparavano dei dolcetti a base di uova e farina fritti nello strutto chiamati frictilia.

Da allora, la ricetta è cambiata poco: uova, farina, zucchero, olio (oppure burro) e, perché no, un bicchierino di grappa, anice o vino bianco per aromatizzare. L’impasto va steso molto sottile, tagliato con la rotella a zig zag e fritto nell’olio o nello strutto finché non diventa dorato e pieno di bolle. Le chiacchiere poi vengono cosparse di zucchero a velo, anche se non mancano le varianti con miele, cacao, cioccolato fuso (una volta si utilizzava addirittura il sanguinaccio!) e zuccherini colorati, oppure quelle ripiene o dalle forme particolari.

Quel che è certo è che le chiacchiere sono come le ciliegie: una tira l’altra. Consiglio spassionato: fanne scorta!

Le castagnole

Tra i dolcetti tipici del Carnevale in Abruzzo ci sono anche le castagnole: delle palline dolci fritte e ricoperte di zucchero.

Le castagnole devono il loro nome alla somiglianza con le castagne, sia per la forma che per le dimensioni, e sembra che venissero servite sulle tavole degli Angioini (a Napoli) e dei Farnese (in Emilia) già dal Seicento. La ricetta venne poi tramandata nei secoli, caratterizzandosi di tante varianti regionali: oggi le prepariamo in Abruzzo ma anche in Campania, in Umbria, nelle Marche, in Emilia Romagna, nel Lazio, in Liguria, in Veneto e in Lombardia, anche se in alcune zone vengono chiamate tortelli o zeppole.

In Abruzzo le castagnole si fanno con uova, farina, zucchero, liquore all’anice, lievito, scorza di arancia o di limone e, secondo alcune ricette, si aggiunge all’impasto anche la ricotta di pecora per renderle più soffici e saporite o la cannella per una nota aromatica. L’impasto viene diviso in tante palline, fritto nell’olio e poi passato nello zucchero.

E, a volte, le castagnole si fanno anche ripiene con crema pasticcera, al cioccolato o con panna: Carnevale capita una sola volta all’anno, quindi abbondare è d’obbligo!

La cicerchiata

Il terzo dolce tipico del Carnevale in Abruzzo è la cicerchiata.

Questo dolce, composto da tante palline fritte e ricoperte di miele, si prepara in poche zone d’Italia: è riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tipico in Abruzzo, Molise e Marche e viene preparato anche nel sud dell’Umbria, mentre la Campania prepara un dolce molto simile, gli struffoli, però durante il periodo di Natale.

La storia della cicerchiata è avvolta dal mistero: le origini potrebbero risalire addirittura al Medioevo. Molti sostengono che sia originaria del Sangro, dove si produce un ottimo miele, ma ne rivendicano la paternità anche l’Umbria, la Campania e le Marche. Persino l’origine del nome è dibattuta: cicerchiata potrebbe derivare da “cicerchia”, il legume dalla forma simile alle palline che formano il dolce, o dalla forma a cerchio con cui tradizionalmente si compone il dolce.

L’unica cosa che sappiamo con certezza è che la cicerchiata è buonissima: piccole palline fitte a base di uova, zucchero, farina e olio, mandorle tostate, una cascata di buonissimo miele che tiene il tutto insieme e zuccherini colorati e palline di zucchero a decorare e colorare il tutto.

Si può servire in monoporzioni, anche se la tradizione vuole che la cicerchiata venga composta in un bel piatto da portata dandole la forma di una ciambella e poi servita tagliandola a fette.

Pare che in alcune zone d’Abruzzo, fino a qualche decennio fa, la cicerchiata così composta venisse regalata dalla famiglia della fidanzata a quella del fidanzato in occasione del Carnevale. Sicuramente un dono che farebbe piacere ricevere anche oggi!

Ma perché i dolci di Carnevale sono tutti fritti?

La caratteristica principale dei dolci che si preparano a Carnevale in Abruzzo è la frittura.

Un tempo i dolci si preparavano solo in occasione delle feste e venivano mangiati poche volte l’anno, quindi dovevano essere più gustosi e sostanziosi possibile. E potrebbe esserci anche una ragione pratica: i dolcetti fritti tipici di Carnevale si conservano bene a lungo, quindi potevano prepararne grandi quantità da mangiare per settimane senza temere che andassero a male.

In più, Carnevale è tradizionalmente legato all’eccesso e all’abbondanza, in vista del periodo di penitenza della Quaresima che inizia a partire dal giorno successivo: e cosa c’è di più abbondante e goloso di un bel vassoio di fritti?

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